Allerte catastrofi
Articoli e news che riguardano le ultime allerte sulle catastrofi che stanno colpendo la popolazione mondiale. Dalle catastrofi umanitarie legate alla carenza di cibo ai terremoti, uragani e altri problemi globali.
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10 Aprile 2009
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ULTIME ALLERTE -
Allerte catastrofi
Dopo la devastante scossa del 6 aprile la terra ha continuato a tremare.
Le scosse sismiche sono continuate senza tregua, mentre gli uomini della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, i volontari delle varie Associazioni (12131 effettivamente operativi), prontamente intervenuti sul luogo del disastro, continuavano a scavare ininterrottamente con turni massacranti, tra quelle macerie, che ancora tenevano intrappolate e sepolte molte persone.
In questi giorni si sono vissuti momenti di euforia e di gioia, quando sotto le macerie si trovavano persone vive, alternate a momenti di disperazione e di dolore, quando venivano recuperati corpi ormai senza vita.
Dopo la prima scossa devastatrice, ad oggi, si sono rilevate oltre 800 scosse, uno sciame sismico che non accenna a fermarsi e ogni volta getta nel panico i sopravvissuti. 24138 persone che hanno trovato una sistemazione provvisoria nelle tendopoli, allestite con solerzia nelle aree disponibili e dove sono attive 39 cucine da campo che distribuiscono pasti caldi e 17 Centri Ambulatoriali. Altri 15350 sfollati sono stati sistemati in 139 strutture alberghiere e 1680 sono ospitati in case private offerte da cittadini.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Oggi è il giorno del silenzio, del lutto, del commiato definitivo.
Oggi sono stati celebrati i funerali di Stato per 205 delle 290 vittime estratte dalle macerie. Una distesa imperssionante di bare, 4 file da 50 bare ciascuna e le bare bianche dei bimbi posate su quelle delle rispettive mamme a simboleggiare l' ultimo abbraccio. La cerimonia funebre è stata una sola e ha compreso cattolici e islamici, giovani e anziani senza distinzione di razza, di religione, di ceto sociale. Tutte le vittime accomunate da un unico tragico destino.
Non servono commenti, ma viene spontanea una considerazione. L' Imam Mohamed Nour Dachan Presidente dell' Unione delle Comunità islamiche, al termine della cerimonia funebre ha letto queste parole:
"Nel nome del 'Dio unico'. Nel nome di una umana fratellanza che ci unisce come fratelli e cittadini, affinchè l' Abruzzo torni ad essere fiorente e vivo con tutti i colori, i profumi e dei suoi abitanti. Siamo un' unica grande famiglia che vive insieme l' esperienza della vita e che in questi giorni ha vissuto insieme la tragedia della morte. La vita come la morte, tutto fa parte del grande disegno divino. Ci troviamo quì oggi a condividere il dolore per tutti quei fratelli e quelle sorelle, quei giovani e quei bambini che sono rimasti vittima dal sisma che ha ferito al cuore l' Abruzzo e l' Italia intera. In questa stessa sede vogliamo far sentire tutta la nostra solidarietà ed il nostro sostegno a coloro che sono sopravvissuti e coloro che dovranno affrontare con coraggio e dignità la ricostruzione. Ci stringiamo a loro con un unico abbraccio solidale uniti nella fratellanza, come religiosi e cittadini che hanno comuni valori e speranze. Chiediamo al Signore di avere misericordia di chi è scomparso e consolare il dolore di chi piange i suoi cari e di dare sostegno a chi guarda il futuro con voglia di ricominciare affinchè l' Abruzzo torni ad essere vivo con tutti i profumi e i colori dei suoi abitanti. Che Dio ricompensi tutti coloro che stanno lavorando per affrontare questa emergenza."
La morte ha reso tutti fratelli, ha fatto cadere quelle barriere, che in ogni parte del mondo, quotidianamente, mettono uomo contro uomo.
Dovremmo farne una lezione di vita, la fraterna convivenza renderebbe il mondo migliore. Perchè non applicarla ai vivi? Perchè solo nelle disgrazie riusciamo a superare i pregiudizi e i preconcetti che rendono la vita così difficile da vivere?


