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22 Aprile 2008
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ECOLOGIA E AMBIENTE -
Ecologia generale
LO ZAINO ECOLOGICO E LA GESTIONE DEI RIFIUTI.
Le radici della causa della crisi economica crescente sono da ricercare nelle scelte sbagliate che l'uomo ha adottato soprattutto negli ultimi 100 anni. E' stato l'uso indiscriminato delle materie prime utilizzate per la produzione di un prodotto e i cattivi materiali non ecocompatibili. L'immensa mole di materiale utilizzato durante le fasi di lavorazione fino ad arrivare al prodotto finale ha determinato conseguenze mai pensate prima.
Sull'idea del progresso si sono però fatte delle scelte del tutto irrazionali.
Tutti i materiali di scarto, i rifiuti industriali, quelli cittadini dall'uso del prodotto acquistato ed il peso sociale che abbiamo dovuto sostenere è stato enorme. Basti pensare alle immense cave di rifiuti che nel tempo si sono riempite e che ancora la natura non riesce a smaltire, la quantità di rifiuti che nei termovalorizzatori vengono continuamente immessi e che generano sostanze cancerogene che trasportate dall'aria raggiungono i nostri fiumi, le nostre terre coltivate, i nostri polmoni. E come se non bastasse, le varie sostanze di scarto come i rifiuti speciali, anch'essi diventati un grande problema di sicurezza per la nostra salute.
Tutto questo ha avuto un costo economico e di vite umane mostruoso. Se dovessimo calcolare tutto questo in soldi, non basterebbero decine di manovre economiche, di finanziarie o un'infinità di PIL (Prodotto interno lordo) che possano colmare tutte insieme, il danno ricevuto: costi di smaltimento dei rifiuti industriali, costi di calcolo dei danni, costi di previsione, di progettazione, di ricerca, di smaltimento dei rifiuti per le realtà locali, costi di diagnosi di malattie per i malati derivanti da tali sostanze, costi di sanità, di ricovero, costi giudiziari, di previdenza sociale, di trasformazione dei materiali in altri materiali altrettanto pericolosi, costi in termini di specie di animali ormai estinti, di persone ammalate e di famiglie spezzate e altro ancora.
Ma qual'era l'alternativa? Sulla scia dello sviluppo a tutti i costi si sono scelte le strade sbagliate e spesso si sono messe da parte le menti più geniali, che con le loro teorie semplici e spesso sagge, cominciavano a dare inoltre i primi allarmi degli errori che si stavano commettendo. Oltre a questo c'è da dire che la continua ricerca in prodotti innovativi ha certamente dato un grande sviluppo economico a medio termine, ma ha al contempo creato, in alcuni casi, delle false invenzioni o meglio si è scelto, per la maggior parte delle volte, l'innovazione di un prodotto già esistente, magari con poche aggiunte tecniche, qualche gadget di poca importanza ma ben pubblicizzato, piuttosto che impiegare soldi e tempo nella creazione di vere e nuove tecnologie.
Se da un lato tutto questo è in parte comprensibile dal punto di vista della logica del profitto, dall'altra però, ha determinato un grande insuccesso in termini di danno materiale e morale che già sta pesando tutta la popolazione mondiale. E peserà per le generazioni future ancora per chissà quanti anni o addirittura decenni. Tutte le promesse di alleviare la fame nel mondo, di rendere più equa la distribuzione della ricchezza, sono state deluse.
Al Wuppertal Institut (Germania) del ricercatore Wolfgang Sachs, è stato coniato a tal proposito, il termine di zaino ecologico.
Lo zaino ecologico è il peso di natura spesa che ogni prodotto si porta con sé. E' cioè il peso dei materiali che abbiamo utilizzato per produrlo. Tanto più è grande questo peso, tanto è meno valido ecologicamente. La mela del Cile ad esempio ha un peso ecologico molto più pesante della mela biologica indigena. Se utilizzassimo l'indicazione del peso dello zaino ecologico nelle etichette dei prodotti che ci accingeremo a comprare, potremmo almeno fare delle scelte consapevoli, più eticamente corrette e responsabili.
Un'analisi più precisa la otteniamo grazie a Friederich Schmidt-Bleek, pioniere della ecosostenibilità e del raggiungimento del fatidico Club Fattore 10, una scala di valori che dimostra come sia possibile impiegare una quantità di risorse ed energia per la produzione di un prodotto, utilizzando le stesse risorse di scarto e parte dell'energia di avanzo, per impieghi diversi, aumentando così il suo valore di zaino ecologico fino ad arrivare al valore massimo e cioè 10 della scala. Le risorse possono essere impiegate per esempio sotto forma di calore per scaldare le serre, i rifiuti per la fertilizzazione dei terreni ecc.
Friederich Schmidt-Bleek distingue in questo processo un insieme di cinque differenti componenti dello zaino ecologico: Il peso dello zaino ecologico del rame è pari a 1200, cioè ci vogliono 1200 tonnellate di natura per 1 tonnellata di rame. Se però il rame viene riciclato ci vogliono 8 tonnellate di natura per 1 tonnellata di rame. Diverso è il discorso per le plastiche, dove il riciclaggio rende invece contraria la convenienza. Cioè il suo riciclaggio ha un peso maggiore rispetto al suo primo utilizzo. Ecco che per la plastica sarebbe più conveniente parlare di riutilizzo che di riciclaggio.
Lo zaino ecologico viene espresso sia in kg di natura per kg di prodotto (Kg natura/Kg) sia in kg di natura per unità di prodotto (Kg natura/Kg).
Ecco una tabella di esempio che mostra alcuni tipi di prodotti ed il relativo peso in natura, lo zaino ecologico appunto.
| PRODOTTO |
VALORE DELLO ZAINO ECOLOGICO IN kg |
| 1 Kg di carta |
6-7 Kg |
| 1 quotidiano del peso di 500 grammi | 10 Kg |
| 1 litro di aranciata |
100 Kg |
| 1 Kg di rame |
1200 Kg di materiali vari |
| 1 marmitta catalitica in platino non riciclato |
2500 Kg |
| 1 motocicletta del peso di 190 Kg |
3000 Kg |
| 1 anello d'oro da 10 grammi |
3500 Kg |
| 1 personal computer di 15 Kg |
15000 Kg |
| 1 automobile |
15000 Kg |
Da questa tabella si può notare come più un prodotto è di lusso e più il suo zaino ecologico pesa di più. Il Computer di 15 chili ad esempio è fatto con 15000 chili di materie prime. Tra l'altro più un prodotto è durevole nel tempo e più il suo peso dello zaino ecologico tende a diminuire nel tempo, rendendolo così meno pesante dal punto di vista del consumo delle risorse, che nella realtà sono di tutti noi. Ecco perchè in alcuni casi è preferibile addirittura cercare di allungare la vita di un prodotto anche se ha un peso sconveniente inizialmente, piuttosto che rottamarlo senza rendere lo zaino ecologico, conveniente nel tempo.
C'è da dire però che analogamente ciò dipende anche dal guadagno in termini di salute che ne deriverebbe come il rottamare un'auto a combustibile fossile è certamente più conveniente se sostituita da un'auto a metano, ad idrogeno o elettrica.
In un'analisi più precisa, Friederich Schmidt-Bleek distingue per questo tra cinque diversi componenti dello zaino ecologico e cioè:
- Materiali abiotici: pietre, ghiaia, sabbia, minerali, combustibili fossili (carbone, petrolio, gas minerale);
- Materiali biotici: biomassa vegetale e animale;
- Terreno per produzioni agricole forestali: quantità di terreno fertile perso per erosione;
- Acqua: prelevata per usi industriali o agricoli;
- Aria: prelevata per trasformazioni fisiche (ad esempio la separazione dei suoi gas) o chimiche (la reazione dei suoi gas, come l'ossigeno per la combustione).
E' quindi molto importante prestare attenzione al peso che ogni prodotto ha realmente in termini di impatto sociale ed economico.
Una giusta economia parte innanzitutto da una giusta consapevolezza e responsabilità sui prodotti che vediamo sui mercati di tutto il mondo, dalla loro lavorazione fino al prodotto finale. La soluzione a tutto questo sta anche nel dare a chi acquista più informazioni possibili in tal senso, in modo che con la sua scelta, possa influenzare anche quelle aziende che ancora non si sono accorte o che addirittura ignorano, il grande cambiamento e la grande attenzione sui prodotti ecocompatibili e sulla sostenibilità che si sta sviluppando ormai da qualche anno a questa parte.
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